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RistorAzione

RistorAzione

Progetto di recupero di persone con grave disagio psico-sociale.

L'inserimento e l'integrazione sociale e lavorativa dei ragazzi con disturbi della personalità parte da qui, con il progetto RistorAzione.

La giurisprudenza italiana non prevede leggi ad hoc che tutelino l’inserimento socio-lavorativo in modo specifico dei ragazzi affetti da Disturbo della Personalità.
È frequente che i servizi psichiatrici territoriali non abbiano sufficienti risorse per far fronte alle richieste di tutti i loro utenti, oppure abbiano tempistiche di attivazione molto lunghe, perciò l’avvio di “borse lavoro” presso realtà esterne non è sempre possibile e laddove questo accade in ogni caso è limitato a un numero esiguo di pazienti. Tali esperienze hanno fatto emergere in modo sempre più evidente la necessità di sviluppare un approccio innovativo ed originale che accompagni gradualmente gli ospiti nella fase di reinserimento lavorativo in un percorso che ha inizio con il trattamento terapeutico-riabilitativo dentro la Comunità e prosegue verso l’esterno della stessa.

Il Volo da anni ospita e sostiene giovani con disturbi psichiatrici di personalità attraverso la Comunità terapeutica Villa Ratti a Monticello in Brianza, l'ambulatorio di Casatenovo e il Centro Studi.
Con il progetto RistorAzione, che prevede la gestione della Trattoria del Volo, la Cooperativa Volando Service vuole rispondere ai bisogni di inserimento e integrazione sociale e lavorativa di persone con grave disagio psico-sociale, primariamente i giovani adulti della Comunità di Villa Ratti, ma anche giovani del territorio segnalati dai Servizi Sociali, offrendo un servizio di ristorazione di qualità in continuità con la sua tradizione locale.
Nel percorso comunitario, a livello riabilitativo, l'inserimento lavorativo rappresenta un essenziale passo, poiché consente di ridurre ulteriormente il livello di protezione della Comunità. necessario all'inizio del percorso, garantendo ai ragazzi una maggiore libertà e autonomia nel mondo esterno e mettendo così le prime basi per un rientro alla normalità.

Il percorso comunitario dei pazienti di Villa Ratti ha una durata media di 12/18 mesi e si declina sulla base del Progetto Terapeutico Riabilitativo che viene concordato e costantemente rivalutato dall'equipe con ogni paziente, i servizi psichiatrici e i familiari dall'inizio del suo ingresso in Comunità fino alle dimissioni.
Tale percorso prevede una serie di attività quotidiane, riabilitative e terapeutiche, che il paziente affronta quotidianamente, al fine di acquisire un'adeguata funzionalità sul piano personale, relazionale e lavorativo.
Più in particolare, le attività quotidiane previste dal progetto RistorAzione riguardano il vivere in comune (turni in cucina, lavanderia, uscite per acquisti, etc.). Inoltre, le attività riabilitative prevedono la partecipazione dei pazienti ai lavoratori di lavoro (ortoflorovivaismo, informatica, espressività artistica, cucina, etc.) tenuti da maestri di laboratorio, esperti della materia affiancati da un educatore referente.
La partecipazione dei pazienti alle attività quotidiane e riabilitative consente il graduale recupero della loro autonomia e della loro capacità di autogestioni. Inoltre, la condivisione degli spazi di vita con altri ragazzi e la condivisione di compiti e lavori consentono loro di viversi in nuove esperienze relazionali, che vanno ad attivare la loro capacità di cooperazione.
Questi nuovi vissuti di tipo cooperativo contribuiscono poi a un conseguente miglioramento dell'immagine di sé e del senso di autoefficacia personale. Inoltre, la partecipazione a tali attività consente ai pazienti una graduale riacquisizione della capacità di eseguire compiti professionali e non con costanza, responsabilità e continuità temporale.
Le attività cliniche comprendono la partecipazione dei pazienti a incontri settimanali di psicoterapia individuale, psicoterapia di gruppo e incontri di gruppo psicoeducazionale.
Raggiunti gli obiettivi stabiliti, i pazienti vengono poi gradualmente inseriti in attività esterne alla Comunità, abbassando così la soglia di protezione comunitaria, consentendo loro una maggiore sperimentazione sia sul piano del tempo libero che su quello dell'attività lavorativa.