Patrimonio storico-artistico
il progetto

Impronte Digitali

Fondazione Archivio Diaristico Nazionale

Un piano di digitalizzazione del patrimonio documentaristico dell'archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano (AR).
Il primo traguardo è stato raggiunto con la costruzione di una teca speciale che conserverà il primo dei diari arrivati: Il lenzuolo di Clelia Marchi.

Dove

Mappa Italia

Pieve Santo Stefano

Valore del progetto

€ 250.000

Contributo
Fondazione TIM

€ 150.000

Data di avvio

21.02.2013

Durata
prevista

36 mesi

Target

Turisti

Team

Antonella Brandizzi

Filippo Massi

Gabriella Giannini

Silvia Bragagni

Il progetto in breve

IL NOSTRO PARTNER
L’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve S. Stefano è unico al mondo: dal 1984 raccoglie, conserva e valorizza gli scritti autobiografici, i diari, le memorie della gente comune, da cui la denominazione di Pieve Santo Stefano di “Città del diario”.

AREA DI INTERVENTO
Dopo 27 anni di attività, l’Archivio di Pieve contiene circa 7.000 tracce scritte che raccontano la vita degli italiani in forma autobiografica: questo patrimonio documentario è considerato di notevole interesse storico e riconosciuto nel Codice dei Beni culturali.

DESCRIZIONE E OBIETTIVI DEL PROGETTO
Proseguimento del piano di digitalizzazione - già avviato per il periodo 2011-12 – del patrimonio documentario dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano, costituito da oltre 6.500 diari e memorie.
“Impronte digitali” è un’iniziativa nata dall’esigenza dell’ADN di aprire l’accesso al suo straordinario patrimonio a un’utenza quanto più vasta possibile. Rendere accessibili attraverso la rete internet i documenti dell’ADN vuol dire moltiplicare le ricerche e gli utilizzi di questa preziosa fonte memorialistica popolare. Se adesso sono 550 le ricerche in corso, effettuate esclusivamente presso la sede dell’ADN, quando la digitalizzazione sarà completata e tutto il patrimonio sarà fruibile, potranno essere migliaia. L’ADN utilizza la digitalizzazione anche con finalità di fruizione turistico-culturale in un progetto di rete, denominato Memory Route, che ha visto nel 2013, inaugurare, nel Palazzo Pretorio, le prime due sale del Piccolo museo del diario, un percorso museale interattivo avviato, nel 2011 con la Stanza del Lenzuolo di Clelia Marchi.

UTILIZZO INNOVATIVO DELLE TECNOLOGIE
Il progetto si basa sulla fruizione del patrimonio da parte dell’utenza internet che sarà raggiunta e stimolata a interagire con la Digital Library attraverso l’utilizzo di social media. Si realizzeranno azioni di comunicazione per incentivare l’utenza a scoprire l’ADN come luogo fisico, inserito in un contesto turistico stimolante e nuovo. Utilizza la piattaforma open source CMS Drupal, integrando moduli social media che permettono la massima interazione e condivisione.

Per saperne di più:
www.archiviodiari.org

L'Archivio di Pieve S. Stefano

 

Dal 1984 Pieve Santo Stefano è considerata "Città del Diario".
La cittadina al confine tra Toscana, Umbria e Romagna ospita nella sede del Municipio un archivio pubblico che raccoglie scritti di gente comune in cui si riflette la vita di tutti e la storia d'Italia, in varie forme: si tratta di diari, epistolari, memorie autobiografiche.
Nel 1991 è nata la Fondazione Archivio Diaristico Nazionale, su iniziativa del Comune di Pieve Santo Stefano e dal 2009 il patrimonio documentario dell'Archivio di Pieve Santo Stefano è Codice dei Beni Culturali dello Stato.

A quarant'anni dalla fine della Grande Guerra, in un'ala del Municipio di Pieve Santo Stefano, è sorta questa "casa della memoria" per volere del giornalista Saverio Tutino: un luogo pubblico che ospita gli scritti di memorie private, che ha attirato l'attenzione di studiosi e giornalisti, anche fuori dall'Italia.
Ogni anno si può assistere al Premio Pieve che seleziona uno dei tanti diari inviati all'Archivio Diaristico Nazionale che viene, poi, pubblicato con l'editore Terre di Mezzo.
I diari di Pieve incontrano nel 2001 il cinema, dando il via all'iniziativa I diari della Sacher, e nel 2011 il teatro, con uno spettacolo prodotto dalla Fondazione Archivio Diaristico Nazionale dal titolo "Il paese dei diari", scritto e diretto da Mauro Perrotta.

Queste le parole della contadina di Poggio Rusco, scritte su un lenzuolo del suo corredo, largo più di due metri. Clelia racconta qui il lavoro nei campi e il suo amore per il marito Anteo. Un'opera straordinaria, divenuta simbolo dell'Archivio Diari di Pieve Santo Stefano e digitalizzata grazie al contributo di Fondazione Telecom Italia. Ad essa è dedicata una stanza del Palazzo Pretoria, in cui è collolata la grande teca che lo custodisce e il totem con la tecnologia touchscreen che ne permette la navigazione in maniera semplice e veloce.