Social Empowerment
il progetto

VRDI - Virtual Reality per la Didattica Inclusiva

ISMB - Istituto Superiore Mario Boella

Il progetto VRDI - Virtual Reality per la Didattica Inclusiva dell'Istituto Superiore Mario Boella intende esplorare come la Virtual Reality e le altre tecnologie ad essa collegate (come i video a 360 gradi o la mixed reality) possano essere utili e di valore per l’insegnamento e la didattica inclusiva. Tale progetto rientra, nell'ambito del Social Empowerment, all'interno dell'impegno di Fondazione TIM nei confronti dei DSA (Disturbi Specifici dell'Apprendimento).
VRDI è un Living Lab dove co-progettare i diversi elementi di attivazione, azione e interazione insieme a studenti, insegnanti ed editori, e insieme esplorare, sperimentare, testare e valutare nuovi approcci e soluzioni per contribuire a definire l’evoluzione della educazione inclusiva.
Il progetto si avvale della collaborazione di AREA Onlus, Ed. Loescher, Università di Torino – Dip. di Psicologia, Convitto Nazionale Umberto I, Istituto Comprensivo Niccolò Tommaseo, CentroScienza, Fondazione Giovanni Agnelli.

Intervista

Fondazione TIM incontra Mario Chiesa, referente ISMB del progetto VRDI, e Lorenza Patriarca, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Niccolò Tommaseo di Torino.

Ing. Chiesa, che cosa vuol dire VRDI?

VRDI sta per Virtual Reality per una Didattica Inclusiva, che è il nome del nostro progetto. VRDI intende esplorare come la realtà virtuale e altre tecnologie 3D e immersive ad essa collegate – per esempio i video a 360 gradi, ma anche la mixed reality e altre… - possano essere utili e di valore per l’insegnamento e per la didattica inclusiva.

D.ssa Patriarca, a chi è rivolto il progetto?

Il progetto si rivolge agli studenti con difficoltà di apprendimento della scuola secondaria di I° grado e ai loro insegnanti, affiancandoli nella preparazione di lezioni più inclusive, in un’ottica di costruzione congiunta degli strumenti multimediali più efficaci e innovativi. Si colloca in un momento storico in cui la scuola sta attraversando un passaggio verso una maggiore digitalizzazione, come si evidenzia nel Piano Nazionale della Scuola Digitale, in cui si propone come risorsa che soddisfa i principi di maggiore inclusività della programmazione scolastica.

Quali strumenti intendete mettere in campo?

La ricerca scientifica ha individuato una correlazione tra DSA, BES e dropout scolastico, cui si affianca un elevato rischio. La difficoltà ad apprendere può avere un costo personale e sociale elevato, che è possibile contrastare e prevenire con azioni mirate. Il progetto utilizza la Realtà Virtuale e le altre tecnologie associate, e lavora sulle componenti di gamification ed engagement come potenziatori delle abilità cognitive degli studenti, e come amplificatori della loro motivazione allo studio, spesso frustrata dalla difficoltà di apprendimento.

Ing. Chiesa, quanto durerà il progetto e che cosa avete pensato di fare?

VRDI prevede di produrre nel corso di questo e del prossimo anno scolastico diversi output, da una serie di moduli per il test e la verifica delle potenzialità della Realtà Virtuale, a linee guida e raccolte di strumenti per la progettazione e lo sviluppo dei moduli didattici, al materiale divulgativo utile per la diffusione e la conoscenza delle potenzialità e delle opportunità offerte da queste tecnologie. Seguiamo con grande attenzione l’evoluzione delle attuali piattaforme tecnologiche, e ovviamente ci interessano particolarmente quelle che si renderanno effettivamente disponibili – se non lo sono già - nell’arco temporale del progetto.

Come si articoleranno le attività?

Abbiamo previsto tre principali modalità di intervento e contatto: all’interno del Living Lab, nel corso delle attività di diffusione sul territorio, e attraverso il sito web.

Che cos’è il Living Lab?

Il Living Lab è il luogo dove trovano compimento le 4 fasi tipiche di Co-Creazione, Esplorazione, Sperimentazione e Valutazione del progetto. Ricercatori, scuole, insegnanti ed editori, discutono, propongono, provano e valutano soluzioni e approcci alla didattica inclusiva con l’utilizzo della Realtà Virtuale e delle tecnologie associate. Oltre all’Istituto Comprensivo Niccolò Tommaseo di Torino, collaborano al Living Lab AREA Onlus, edizioni Loescher, il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino, e il Convitto Nazionale Umberto I.

Anche le altre modalità sono importanti: gli incontri con le scuole sono fondamentali per allargare la platea di studenti, insegnanti e altri operatori. Gli incontri, in collaborazione con l’Associazione CentroScienza Onlus e la Fondazione Giovanni Agnelli, sono finalizzati a diffondere la conoscenza dei nuovi strumenti, a mostrarne le potenzialità, a stimolare l’emergere dei bisogni e la creazione di nuove idee e soluzioni d’impiego, e possibilmente a selezionare nuovi partner per le successive fasi del Living Lab.

Il sito web ci consente di raggiungere scuole, insegnanti e studenti su tutto il territorio nazionale, e di offrire loro non solo la possibilità di un primo contatto con le tecnologie e le applicazioni ma anche di stabilire, nel corso del secondo anno di attività, un percorso strutturato per la sperimentazione e la valutazione da remoto delle stesse. Anche la presenza sui principali canali social ci aiuterà nell’intento di diffondere il più possibile la conoscenza dell’iniziativa.

I commenti degli studenti

I commenti dei ragazzi dopo aver provato alcune esperienze di Realtà Virtuale di tipo didattico.

“Spero che un giorno, tra qualche anno, lo useremo davvero a scuola per studiare, sarebbe veramente bello”

Agata

“E’ stato strano usare il visore! Non sapevo che cosa fosse,ma ora sì! Vorrei usarlo a scuola, anche quando si deve studiare”

Greta

“E’ stato fantastico,me lo regalate?”

Marco

Dove

Mappa Italia

Torino

Valore del progetto

€ 360.000

Contributo
Fondazione TIM

€ 360.000

Data di avvio

06.2017

Durata
prevista

24 mesi

Target

Studenti e insegnanti della scuola secondaria di primo grado.

Obiettivi

Esplorare come la VRD e le altre tecnologie correlate possono essere utilizzate per l’insegnamento e per la didattica inclusiva.

Migliorare la qualità della vita degli studenti DSA e BES della scuola secondaria di I grado.

Prevenire il rischio psicopatologico legato al disagio emotivo.

Contrastare la dispersione scolastica