Social Empowerment
il progetto

Programma dislessia

Associazione Italiana Dislessia

Nel 2012 si sono conclusi i progetti sostenuti da Fondazione Telecom Italia al fianco dell’Associazione Italiana Dislessia - l'associazione nazionale per la tutela dei soggetti con disturbi specifici dell'apprendimento (DSA) - per migliorare la conoscenza di questi disturbi, tutelare le persone con DSA, sensibilizzare il mondo professionale, scolastico e la pubblica opinione sul problema della dislessia evolutiva.

Nel 2014 l'Associazione Italiana Dislessia, con il della Fondazione Pubblicità Progresso, ha realizzato uno spot, approvato dal Segretariato Sociale Rai, in programmazione su RaiUno, RaiDue e RaiTre.
Lo spot è indirizzato a tutti, ma in particolare ai genitori e gli insegnanti inconsapevoli che, trovandosi ogni giorno a stretto contatto con i bambini, hanno per primi il compito di riconoscere i bambini dislessici e far sì che possano usufruire del supporto che AID offre sul territorio con le sue 93 sedi in Italia.

L’idea creativa sviluppata ritrae dei bambini che coltivano i propri talenti e le proprie passioni: la scrittura, il disegno, la scienza. Proprio come altri personaggi celebri notoriamente dislessici: Picasso, Steve Jobs, Einstein.
Spesso il riferimento ai cosiddetti “dislessici famosi” è stato utilizzato per attrarre l’attenzione sul tema della dislessia. La scelta è andata invece in una direzione diversa: dietro ogni adulto che si realizza nella vita c’è un bambino che coltivava passioni e che segue e realizza i propri sogni.
Perciò è stato scelto di rappresentare bambini, probabilmente dislessici e con difficoltà specifiche di apprendimento nella lettura, scrittura o nel calcolo che coltivano con gioia e serenità le proprie passioni. Lasciando che il riferimento ai “dislessici famosi” sia solo un riferimento indiretto e creativo.
Infatti sono ritratti dei bambini che vivono i propri talenti in modo spensierato. Non si preoccupano di eccellere nella scrittura, nel disegno, nella scienza. Semplicemente si divertono nello scrivere, disegnare e costruire senza difficoltà e preoccupazione: se i segni della dislessia vengono riconosciuti allora i bambini possono essere aiutati ad affrontare e superare le proprie difficoltà.

Facendo un salto indietro, nel 2012 è stato varato il "Progetto Diagnosi" grazie al quale Fondazione Telecom Italia ha istituito, in diversi centri diagnostici italiani, 12 borse di studio per incrementare la ricerca e la diagnosi sui DSA in età evolutiva e nell'adulto, con l'obiettivo di produrre - in un anno di attività - almeno 2000 diagnosi. 
Inoltre, è stato rinnovato l'accordo per il servizio Libro AID che da quest'anno scolastico prevede come novità la possibilità di effettuare direttamente dal sito il download dei testi in formato digitale.
Con il "Programma dislessia", in questi anni, la Fondazione ha inteso facilitare la diffusione e stimolare l'utilizzo degli strumenti informatici e delle applicazioni pc-based per il recupero dei bambini dislessici, principalment con programmi specifici di sintesi vocale.

La collaborazione con AID è continuata anche nel biennio 2012-2013 per il "Progetto diagnosi" (convegno conclusivo) e per "Il Libro AID - La biblioteca digitale sul web".

Il programma triennale di interventi si articola in 4 aree operative:

  • Non è mai troppo presto
  • A scuola di dislessia
  • Campus informatici regionali
  • Libro AID

Progetto Diagnosi

Il convegno conlusivo del progetto

L'identificazione precoce del rischio DSA è fondamentale per attivare risorse di gestione del fenomeno e specifiche azioni di supporto ai soggetti e alle famiglie coinvolte.La diagnosi è centrale nella dislessia perché solo un dislessico che abbia ricevuto il riconoscimento del proprio DSA può avere accesso durante il percorso scolastico ai provvedimenti di supporto e risorse di compensazione previste. AID stima che solo 1 dislessico su 3 sia stato diagnosticato.

Per rendere maggiormente disponibili in Italia risorse diagnostiche per i DSA, Fondazione Telecom Italia ha istituito, in diversi centri diagnostici italiani, 12 borse di studio per incrementare la ricerca e la diagnosi sui DSA in età evolutiva e nell'adulto, producendo - in un anno di attività - oltre 2.000 diagnosi: 1.260 in età adulta (>18) e 977 in età evolutiva.
Attraverso lo screening sistematico delle aree coinvolte, sono state messe a punto mappe relative a elementi di potenziale criticità che in futuro potranno essere usate per indirizzare prevalentemente migliori e più efficaci azioni di screening e diagnosi.
I presidi diagnostici interessati dal progetto sono Torino, Milano, Varese, Trieste, Reggio Emilia, Roma, Messina.

Ogni istituzione partner del progetto rappresenta un centro clinico diagnostico qualificato, in cui saranno applicate nuove metologie in grado di stabilire una diagnosi efficiente e tempestiva per un congruo numero di persone, adulti o ragazzi.

OBIETTIVI DEL PROGETTO
Supportare attività di ricerca applicata con l'obiettivo di ottenere diagnosi più rapide, corrette ed efficaci nella popolazione in età scolare e sviluppare protocolli di diagnosi specifici, in particolare per adolescenti e adulti.


 

I CENTRI COINVOLTI NEL PROGETTO DIAGNOSI

MESSINA (età adulta e evolutiva)
Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico “G. Martino” - Università di Messina Unità di Neuropsichiatria Infantile

Referente
 Antonella Gagliano - tel: 090 2213146

e-mail: diagnosidislessia@gmail.com - antonella.gagliano@unime.it

MILANO (età adulta)
Azienda Ospedaliera Niguarda Cà Granda Laboratorio di Neuropsicologia Cognitiva
Referente
 Gabriella Bottini - tel: 02 64442126 - 349 7061673
e-mail: dislessia.niguarda@gmail.com

REGGIO EMILIA (età adulta) - Centro coordinatore
IRCCS Arcispedale S.Maria Nuova, Unità di Neurologia

Referente Enrico Ghidoni - tel: 0522 296031
e-mail: ghidoni.enrico@asmn.re.it

ROMA I (età adulta)
IRCCS San Raffaele Pisana
Referente 
Giacomo Stella - tel: 345 7056804
e-mail: f.norveti@gmail.com - giacomo.stella@unimore.it

ROMA II (età evolutiva) - Centro coordinatore
Università La Sapienza di Roma - Policlinico Umberto I
 - Dipartimento di Pediatria e Neuropsichiatria Infantile - UOC NPI B
Referente Roberta Penge - tel: 06 44712254 - 06 44712278
e-mail: roberta.penge@uniroma1.it

TORINO (età adulta ed età evolutiva)
Azienda Sanitaria Locale Torino 3 – Struttura Complessa di Psicologia
Referente
 Barbara Mantovani – tel: 011 9551822

e-mail: bmantovani@psicologiaaslto3.it

TRIESTE (età evolutiva)
IRCCS materno-infantile BurloGarofolo S.C.O. di Neuropsichiatria
Pediatrica
Referente
 Isabella Lonciari - tel: 040 3785302 (h 11-13)
e-mail: dislessiatrieste@burlo.trieste.it - lonciari@burlo.trieste.it

VARESE (età adulta ed età evolutiva)
Università dell’Insubria – UOC di Neuropsichiatria infantile

Referente 
Cristiano Termine - tel. 0332 299410 - 299411

e mail: dislessiavarese@gmail.com - cristiano.termine@uninsubria.it

“Il Libro AID” - La biblioteca digitale sul web

Gli strumenti compensativi per studenti dislessici trovano migliore e più efficace applicazione se combinati con tecnologia informatica di accesso alla versione digitale dei volumi di testo in formato compatibile con gli applicativi di sintesi vocale e/o elaborazione del testo.

Fondazione Telecom Italia ha finanziato il progetto AID per fornire agli studenti con DSA copie digitali dei libri scolastici adottati nelle classi primaria e secondaria di I e II grado, opportunamente lavorati per venire incontro alle difficoltà che i ragazzi incontrano nello studio.

OBIETTIVI DEL PROGETTO
Sensibilizzare gli editori per la fornitura di volumi di testo adottati dagli istituti scolastici in formato elettronico compatibile per gli studenti con DSA, nel rispetto sia della normativa vigente e della tutela dei diritti d'autore, sia dell'interesse dell'editore e della sua catena di fornitura; creare una piattaforma digitale per la gestione delle richieste da parte degli studenti e l'erogazione del servizio da parte di AID.

Nei due bienni 2010-2011 e 2011-2012, si è registrata una notevole impennata dei risultati, sia per il quantitativo dei libri richiesti, sia per la riduzione del tempo tra domanda e ricezione dei libri stessi.

Se nel 2011 l'invio dei testi avveniva su supporto CD-Rom, l'obiettivo del progetto è stato quello di migliorare tecnologicamente la distribuzione dei testi, attraverso il download (protetto con social DRM) dal sito www.libroaid.it, con stime pari al 25% degli ordini complessivi, per un totale di 7.000 utenti.

La terza edizione del progetto, partita a giugno del 2012 e di durata annuale, puntava ad incrementare gli ordini da 11.000 a 14.000, raggiungere 135.000 richieste di libri, aumentare il catalogo a 10.000 testi e passare da 14.000 utenti prenotati a 28.000.

La novità per l'anno scolastico 2012-2013 è stata la possibilità per gli utenti di effettuare direttamente dal sito il download dei testi in formato digitale.
Gli alunni prenotati registrati sono stati pari a 16.400, di cui 10.100 hanno utilizzato il sistema di download; i libri disponibili in database 12.500; la totalità dei 147.000 libri richiesti dagli alunni è stata spedita, quelli distribuiti con download sono stati 34.200. 

La risposta degli studenti è stata positiva, tanto che il progetto è stato condotto autonomamente da AID anche negli A. S. 2013-2014 e 2014-2015, per far fronte alla domanda di servizio proveniente dagli studenti e dalle loro famiglie, e ha consegnato un totale di 257.843 libri (in due anni).

In totale, dall'inizio del progetto, sono stati consegnati 612.843 libri.

“Non è mai troppo presto” - L’importanza del riconoscimento precoce

L'identificazione precoce del rischio DSA è fondamentale per attivare risorse di gestione del fenomeno e specifiche azioni di supporto ai soggetti e alle famiglie coinvolte.

Il progetto "Non è mai troppo presto" è una campagna triennale di screenind sul territorio nazionale (terminata a giugno 2012) per oltre 8.000 studenti, che ha coinvolto 250 scuole e oltre 950 docenti della scuola pubblica e privata.

Durante il triennio sono stati somministrati protocolli di screening a 8.377 studenti, alle famiglie degli studenti e a 952 docenti della scuola primaria.
Dai feedback è stata realizzata una mappa volta ad attuare attività di diagnosi per rilevare DSA negli studenti.
Grazie all’approccio multifonte adottato, che punta a incrociare informazioni sullo studente provenienti sia dalla famiglia sia dal corpo docente, si è ottenuto un quadro più completo delle competenze e delle azioni degli studenti.

OBIETTIVI DEL PROGETTO
Definire e sperimentare un protocollo di screening scientificamente attendibile e replicabile in modo omogeneo in tutta Italia, individuare gli indicatori di rischio più sensibili e verificare l’efficacia di interventi didattici mirati e precoci. 

“A scuola di dislessia” - La formazione specifica degli insegnanti

La scuola è l'ambiente dove l'intervento di operatori e famiglie è più prezioso per riconoscere i segnali di DSA. È fondamentale diffondere la consocenza del tema dislessia tra i docenti, per sensibilizzarli e dar loro gli strumenti per riconoscere e segnalare casi di sospetto DSA e applicare una didattica adeguata.

La finalità del progetto, nato dalla sinergia tra AID, Fondazione Telecom Italia e MIUR, consiste nel preparare una rete di docenti
 a individuare prontamente i ragazzi con DSA e ad avere le competenze adeguate per consentire loro una pari opportunità di formazione e di vita sociale all’interno degli istituti scolastici.
Queste attività possono inoltre sviluppare un processo di rinnovamento delle metodologie didattiche, che facciano raggiungere lo stesso elevato standard di cui già godono molte altre scuole negli altri paesi europei.

Le azioni attuate sono state molteplici: formazione di base e formaziona avanzata sulla didattica delle discipline (122 giornate); formazione online su attività di screening; selezione di progetti inviati da docenti e istituti (selezionati 50 progettidei 953 inviati) in risposta a un bando del MIUR dedicato all'inclusione scolastica degli studenti con DSA.
Il coinvolgimento istituzionale e la massiccia partecipazione "dal basso" del mondo scuola ha portato al conseguimento di un primo obiettivo di sensibilizzazione degli operatori scolastici sul tema dislessia. I 50 progetti selezionati hanno previsto la strutturazione di percorsi formativi e di tutoraggio per docenti di scuole di livello primario e secondario così da supportarli sia nella fase di screening sia nella definizione di piani formativi e di realizzazione di buone prassi didattiche.

Il progetto ha coinvolgo in totale 14.756 docenti per 7.000 classi e oltre 562.000 studenti (di cui 14.000 con DSA).

OBIETTIVI DEL PROGETTO
Sviluppare specifici percorsi formativi, differenziati per livello e per tipologia di destinatari, e progetti di tutoraggio rivolti agli operatori scolastici perché acquisiscano migliori competenze per riconoscere, segnalare e affrontare casi di DSA applicando misure didattiche di supporto e di valutazione adeguate.

LE 5 AZIONI DEL PROGETTO

Formazione online: 2.444 docenti in 8 regioni.
La piattaforma “Screening e dislessia” è stata aperta il 18 novembre 2010. Nel 2011 le attività hanno interessato, per un periodo di 2 mesi circa, i docenti referenti
 di Emilia-Romagna (588), Molise (162) e Valle d’Aosta (38) per un totale di 788 persone. I docenti sono stati supportati nell’attività da 36 tutor.
 Nel turno successivo hanno avuto accesso alla piattaforma gli insegnanti delle regioni Veneto (423 docenti), Calabria (173) e Abruzzo (182), per un totale di 778 iscritti. Sono stati supportati nell’attività da 39 tutor. 
Infine, hanno avuto accesso i docenti di Toscana (437) e Piemonte (441), per un totale di 878 referenti iscritti. 40 tutor hanno dato il loro supporto alle attività.

Formazione di base: 762 docenti referenti di ogni ordine e grado di scuola.
Questo modello di formazione è stato adottato in Toscana tra gennaio e febbraio 2011 da 312 corsisti in 3 sedi e a maggio 2011 in Sardegna da 450 corsisti in 4 sedi.

Alta formazione: 3.600 docenti coinvolti.
Tra gennaio e febbraio 2011 è stata realizzata la formazione in Toscana (4 sedi per un totale di 12 giornate) con la partecipazione di 868 docenti di scuola secondaria.
Tra marzo e aprile 2011 è stata realizzata la formazione in Piemonte (6 sedi per un totale di 18 incontri) con la partecipazione di 1.305 docenti di scuola secondaria.
Tra ottobre e novembre 2011 è stata realizzata la formazione in Puglia (6 sedi per un totale di 18 incontri) con la partecipazione di 1.500 insegnanti.

Bando per attività di ricerca-azione dei consigli di classe.
Il bando ha visto la partecipazione di oltre 900 scuole. Sono stati selezionati 50 progetti per un finanziamento complessivo di 125.000 euro.

Formazione dei formatori: 7.000 docenti coinvolti, 900 progetti presentati.
Il 15 gennaio 2011, a Bologna, è stata realizzata una giornata di formazione nazionale per i formatori, sia dell’area tecnico-sanitaria sia dell’area scuola, sull’uso degli strumenti compensativi informatici, a cui hanno partecipato circa 100 formatori.
Anche ad agosto 2011 è stato realizzato un ulteriore corso di potenziamento per i formatori AID dell’area scuola, sempre a Bologna, che ha visto la partecipazione di 58 docenti.

900 scuole hanno mandato un progetto per aiutare gli studenti dislessici.
Per il 2011, il finanziamento del progetto è ammontato a 85.000 euro.

“I campus informatici” - Le tecnologie sono il miglior alleato

Molte persone con dislessia vivono negativamente la loro condizione, tendendo a isolarsi e a perdere autostima.
Se la situazione viene affrontata, favorendo l’uso di strumenti compensativi, il dislessico presenta significativi miglioramenti delle proprie capacità sia delle proprie competenze relazionali. 

"Campus AID - Informatica per la Libertà di Apprendere" sono dei campi didattici estivi della tipologia residenziale destinati a dislessici under 14 organizzati su base regionale, con durata settimanale.
I campi prevedono attività educative e didattiche finalizzate a istruire i dislessici all’utilizzo di strumenti informatici compensativi per affrontare il proprio specifico DSA.
Le attività di gruppo e ludiche hanno lo specifico obiettivo di migliorare la socializzazione dei partecipanti.

In 3 anni sono stati organizzati 21 campus in 8 regioni coinvolte, con specifico focus sulle regioni del Sud Italia, che hanno visto protagonisti circa 300 ragazzi

OBIETTIVI DEL PROGETTO
Diffondere la conoscenza e l’accesso dei dislessici agli strumenti compensativi che consentono la gestione del DSA; agevolare la socializzazione dei dislessici e delle loro famiglie; fare rete sul territorio creando sinergia tra istituzioni, AID e famiglie. 

Nel 2011 sono stati realizzati 8 campus in tutte le regioni del Sud Italia che hanno visto la partecipazione di 112 ragazzi dislessici, dalla 5a elementare alla III Media. Questi ragazzi hanno condiviso un’avventura per usare strumenti tecnologici che consentano loro di apprendere con maggior facilità, per giocare, condividere punti di vista e idee, per inventare e creare soluzioni.
Ma non solo: i campus hanno coinvolto anche l’incontro con i genitori, con enti locali e stampa, con volontari AID, con il territorio.
Il copione, diverso in ogni campus, solo in parte già scritto, nasce così: bambini, adulti, risorse paesaggistiche, umane e tecnologiche, idee e creatività si sono ogni volta unite in un obiettivo unico e diverso, realizzando 8 esperienze didattiche uniche.


Nel 2012 gli 8 campus, totalmente gratuiti, si rivolgono a ragazzi di età compresa tra 11 e 14 anni affetti da DSA e residenti in Abruzzo, Basilicata, Campania, Sardegna, Molise, Puglia, Calabria e Sicilia.
Organizzati in collaborazione con le direzioni regionali AID, i campus hanno una durata di cinque giorni ciascuno.

LA DISLESSIA

Che cos'è la dislessia
L'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce disturbi specifici dell'apprendimento (DSA: dislessia, disortografia, discalculia, disgrafia) quei disturbi costituzionali, di origine neurobiologica, che rendono difficoltoso l'apprendimento della lettura, della scrittura o del calcolo in bambini molto intelligenti e che non hanno disturbi di altro tipo. Il disturbo si ripercuote inevitabilmente sull'apprendimento scolastico complessivo ed ha ricadute importanti sul piano dell'autostima e dell'equilibrio psicologico del bambino e del ragazzo. Nei casi non riconosciuti e quindi non correttamente affrontati queste difficoltà si traducono frequentemente in abbandono scolastico o nella scelta di un percorso formativo e poi di un'attività lavorativa inferiore alle reali possibilità del soggetto. 

I numeri della dislessia
In Italia ci sono più di 1,5 milioni di dislessici, si tima che a scuola circa il 4/5% della popolazione scolastica sia affetta da DSA, per un totale di circa 350.000 studenti. Si tratta di un grande patrimonio umano e intellettuale che va tutelato e aiutato: non si può guarire dalla dislessia, ma certamente si possono trovare forme di contrasto e di compensazione che permettano alla persona dislessica di inserirsi senza problemi nelle attività dello studio, del lavoro e delle relazioni sociali. 

L'importanza di una diagnosi precoce
A fronte di un aumento delle conoscenze sui disturbi specifici dell'apprendimento, ancora oggi solo un bambino con DSA su 4 raggiunge la diagnosi e può quindi ricevere gli aiuti necessari. In ambito scolastico l'importanza del problema e gli appropriati interventi didattici sono ancora poco conosciuti con conseguenti gravi conseguenze per il benessere delle persone coinvolte, determinando insuccessi, abbandoni scolastici, sofferenze psicologiche e mancata realizzazione professionale. In ambito sanitario la scarsità di risorse disponibili allunga i tempi di attesa per la diagnosi (mediamente 6 - 8 mesi) e per l'intervento riabilitativo (18 mesi - 2 anni) nel servizio sanitario nazionale. 

Protocollo d'intesa con Miur e AID
Il 3 marzo 2010 il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Maria Stella Gelmini, l'allora Presidente di Fondazione Telecom Italia Joaquìn Navarro-Valls e il Presidente dell'Associazione Italiana Dislessia Rosabianca Leo hanno firmato un Protocollo d'Intesa finalizzato a realizzare due progetti operativi per riconoscere precocemente e combattere la dislessia nelle scuole italiane.
L'accordo si inquadra in un più ampio programma di interventi già avviato da Fondazione Telecom Italia e Associazione Italiana Dislessia nel 2009 per la durata di tre anni scolastici e un investimento, da parte di Fondazione Telecom Italia, pari a 1,5 milioni di euro.