Social Empowerment
il progetto

Il pane che unisce

Cauto cooperativa sociale

Ogni cittadino italiano butta ogni anno circa ventisette chilogrammi di cibo ancora commestibile: il 10% della pasta e del pane e il 15% della carne finiscono nella spazzatura, per un totale di 6 milioni di euro di cibo sprecato. Solo dalla grande distribuzione si potrebbero recuperare cinquantamila tonnellate di alimenti. Sono i dati alla base del progetto “Il pane che unisce” della Cooperativa Sociale Cauto, finanziato dalla nostra Fondazione.

L'obiettivo del progetto è quello di realizzare un percorso di formazione per 10 persone selezionate dalla cooperativa Cauto tra gli appartenenti a categorie svantaggiate (ex detenuti, alcolisti, tossicodipendenti, immigrati e disoccupati) inserendoli, successivamente, in un nuovo ramo d’attività della cooperativa, il recupero degli scarti alimentari.

Al termine di un percorso di formazione specializzato e di addestramento sul campo, le persone sono state avviate a una delle attività del processo di recupero: dal ritiro degli scarti da smaltire presso la grande distribuzione alla selezione
e recupero oppure allo smaltimento, alla distribuzione agli enti di beneficenza.
In quest'ambito di lavoro Cauto ha progettato un modello imprenditoriale con una forte valenza sociale, ambientale ed economica. L’attività svolta permette la riduzione dello spreco alimentare, donando a chi ne ha bisogno e creando posti di lavoro.
Il progetto ha anche vinto il premio "Dal dire al fare impresa sociale", conferito dall’Università Bocconi, finalizzato a valorizzare progetti innovativi di imprese sociali.

Nel 2010 il progetto ha permesso la differenziazione dell’80% del totale dei rifiuti prodotti, in particolare carta, plastica e legno
Oggi, sono 56 gli enti non profit del territorio a cui Cauto distribuisce i prodotti invenduti provenienti dal ritiro presso la GDO.

«Il progetto “Il pane che unisce” rappresenta per Cauto una scommessa vinta. Dopo 15 anni di attività nell’ambito del non spreco e della prevenzione dei rifiuti siamo riusciti a sviluppare un settore relativo al recupero degli sprechi alimentari proponendo alla Grande Distribuzione Organizzata un modello imprenditoriale integrato, capace da un lato di gestire i rifiuti da loro prodotti e dall’altro di recuperare tutto ciò che ancora può essere consumato. In questa attività si sintetizza e afferma la mission della nostra cooperativa sociale di inserimento lavorativo: creare lavoro, salvaguardare l’ambiente e contribuire al benessere sociale concretamente, andando incontro alle fasce più deboli della nostra società.»
Anna Brescianini, Presidente di Cauto - Cooperativa Sociale

Il progetto si è concluso il 31 dicembre 2011, con l'inserimento di 11 persone.